Management and treatment of mucosal melanoma of the genital tract.

Vaccari S, Barisani A, Dika E, Fanti PA, DE Iaco P, Gurioli C, Tosti G.

  • G Ital Dermatol Venereol 2017;152(3):270-3.

Articolo riportante i principali quadri clinici e gli approcci terapeutici del melanoma della mucosa del tratto genitale.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28121085

Risk factors for unrecognized invasive carcinoma in patients with vulvar high-grade squamous intraepithelial lesion at vulvoscopy-directed biopsy.

Preti M, Bucchi L, Ghiringhello B, Privitera S, Frau V, Corvetto E, Benedetto C, Micheletti L.

  • J Gynecol Oncol 2017;28(4)e27.

L’escissione chirurgica di lesione intraepiteliale squamosa di alto grado della vulva (vulvar high-grade squamous intraeipthelial lesion, VHSIL), precedentemente diagnosticata con biopsia incisionale, ha evidenziato la presenza di carcinoma invasivo nell’11% dei casi. Il rischio di carcinoma invasivo è maggiore nelle pazienti di età avanzata, nelle lesioni di maggior diametro (≥ 20mm), in caso di coinvolgimento del clitoride e in presenza di lesione nodulare.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28541626

European Society of Gynaecological Oncology Guidelines for the Management of Patients With Vulvar Cancer.

Oonk MHM, Planchamp F, Baldwin P, Bidzinski M, Brännström M, Landoni F, Mahner S, Mahantshetty U, Mirza M, Petersen C, Querleu D, Regauer S, Rob L, Rouzier R, Ulrich E, van der Velden J, Vergote I, Woelber L, van der Zee AGJ.

  • Int J Gynaecol Cancer 2017;27(4):832-7.

Linee guida della Società europea di Oncologia Ginecologica riguardo diagnosi, trattamento e follow-up del carcinoma vulvare.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28441255

Immune activation enhances epithelial nerve growth in provoked vestibulodynia.

Tommola P, Unlika-Kallio L, Paetau A, Meri S, Kalso E, Paavonen J.

  • Am J Obstet Gynecol 2016; 215(6):768.e1-768.e8.

Studio istopatologico documentante una maggior densità di fibre nervose intraepiteliali in campioni bioptici di mucosa vestibolare ottenuti da pazienti affette da vestibolodinia provocata rispetto ai controlli sani. La densità è di fibre nervose intraepiteliali è risultata essere maggiore nelle aree di maggior attivazione di linfociti B. Anche la positività di NGF è risultata essere maggiore nelle aree con maggior infiltrazione di cellule B e presenza di fibre nerve intraepiteliali.

La lettura critica di questo studio, che vorrebbe dimostrare nelle pazienti affette da vestibolodinia un aumento della densità delle fibre nervose intraepiteliali indotto dall’NGF prodotto da linfociti B, presenta importanti limiti in quanto non è stato condotto secondo le attuali linee guida per la determinazione delle fibre nervose intraepiteliali. Inoltre, come ammesso dagli stessi autori, non è stata riscontrata alcuna differenza tra pazienti affette da vestibolodinia provocata e donne sane, in termini di positività per NGF nelle aree di presenza di fibre nervose intraepiteliali.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27457118

Vestibular mast cell density in vulvodynia: a case-controlled study.

Papoutsis D, Haefner HK, Crum CP, Opipari AW Jr, Reed BD.

  • J Low Genit Tract Dis. 2016;20(3):275-9.

Importante studio, documentante che non c’è alcuna differenza nella densità di mastociti nel vestibolo di pazienti affette da vulvodinia rispetto alle donne sane.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27224531

Vulvar Lichen Sclerosus and Neoplastic Transformation: A Retrospective Study of 976 Cases.

Micheletti L, Preti M, Radici G, Boveri S, Di Pumpo O, Privitera SS, Ghiringhello B, Benedetto C.

  • J Low Genit Tract Dis. 2016;20(2):180-3.

Studio osservazionale retrospettivo di una numerosa serie di pazienti affette da lichen sclerosus vulvare, documentante che il lichen sclerosus vulvare ha un rischio non trascurabile di trasformazione maligna, e richiede un attento follow-up in tutte le pazienti, in particolare nelle pazienti anziane. Per ridurre il rischio di trasformazione maligna è essenziale la diagnosi precoce, clinica ed istologica, delle lesioni preinvasive.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26882123

Clobetasol propinate vs. mometasone furoate in 1-year proactive maintenance therapy of vulvar lichen sclerosus: results from a comparative trial.

Corazza M, Borghi A, Minghetti S, Toni G, Virgili A.

  • J Eur Acad Dermatol Venereol. 2016;30(60): 956-61.

L’applicazione proattiva di clobetasolo propionato o di mometasone furoato è efficace e sicura nel trattamento a lungo termine del lichen sclerosus vulvare. Non c’è differenza tra i due corticosteroidi.


2015 ISSVD, ISSWSH, and IPPS Consensus Terminology and Classification of Persistent Vulvar Pain and Vulvodynia.

Bornstein J, Goldstein AT, Stockdale CK, Bergeron S, Pukall C, Zolnoun D, Coady D; consensus vulvar pain terminology committee of the International Society for the Study of Vulvovaginal Disease (ISSVD), the International Society for theStudy of Womenʼs Sexual Health (ISSWSH), and the International Pelvic PainSociety (IPPS).

  • J Low Genit Tract Dis. 2016;20(2):126-30.

Pubblicazione dell’attuale terminologia e classificazione del dolore vulvare persistente e della vulvodinia. Il dolore vulvare persistente è suddiviso in due sezioni: A. Dolore vulvare causato da una patologia specifica. B. Vulvodinia. Una donna con una patologia specifica (es. lichen sclerosus) può essere affetta anche da vulvodinia.

A. Il dolore vulvare può essere causato da una patologia specifica, che può essere di natura infettiva, infiammatoria, neoplastica, neurologica, traumatica, iatrogenica, o dovuta a deficit ormonali.

B. La vulvodinia è definita come dolore vulvare della durata di almeno 3 mesi, senza chiara causa identificabile, che può avere potenziali fattori associati. Le caratteristiche descrittive della vulvodinia sono le seguenti: 1. Localizzata (es. vestibolodinia, clitorodinia), generalizzata, o mista (localizzata e generalizzata). 2. Provocata (es. penetrazione, contatto), spontanea, o mista (provocata e spontanea). 3. Esordio (primaria o secondaria). 4. Andamento temporale (intermittente, persistente, costante, immediata, ritardata). I potenziali fattori associati alla vulvodinia sono: comorbidità, fattori genetici, fattori ormonali, fattori infiammatori, fattori muscolo scheletrici, anomalie neurologiche (centrali e periferiche), fattori psicologici e difetti strutturali del pavimento pelvico.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27002677

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